Pratiche meditative

Da OmraamWiki.
«L'universo è opera dei due grandi Principi, maschile e femminile, lo Spirito cosmico e l'Anima universale, che si uniscono per creare. Ciò che chiamiamo “spirito” (maschile) e “anima” (femminile) sono emanazioni dei due Principi creatori. Perciò, come loro, noi pure siamo creatori mediante il nostro spirito e la nostra anima. Ma questo potere di creare possiamo esercitarlo solo se, tramite la nostra coscienza, siamo in grado di elevarci sempre più in alto fino alle regioni dove regna soltanto la luce. Le attività spirituali che fanno di noi dei veri creatori sono la preghiera, la meditazione, la contemplazione e l'identificazione. Nel desiderio di raggiungere e compenetrare l'Anima universale, ossia quella luce che è la materia della creazione, noi la fecondiamo attraverso il nostro spirito. E la nostra anima, che riceve allora i germi dello Spirito cosmico, inizia a mettere al mondo dei figli divini: l'ispirazione, la pace, la gioia e atti di nobiltà e di amore».[1]

Considerazioni introduttive

Nell’Insegnamento di Omraam Mikhaël Aïvanhov vengono proposte diversi tipologie di pratiche meditative, delle quali la meditazione propriamente detta è solo una delle possibili forme.

Per comprendere quali sono e come esse agiscono bisogna fare ricorso alla Tavola sinottica la quale, partendo dal corpo fisico e descrivendo per ognuno dei 6 Principi (corrispondenti rispettivamente al corpo fisico, volontà, cuore, intelletto, anima e spirito), suggerisce le relative pratiche meditative, cercando anzitutto di comprendere in quali aspetti si differenzino tra loro e quali siano le loro caratteristiche essenziali.

La meditazione per il corpo fisico ed eterico

Il corpo fisico – che è la parte materiale, la parte incarnata del nostro essere – è sostenuto e vivificato, a livello energetico, dal corpo eterico, ragion per cui questi due principi – in questo specifico contesto – sono posti insieme. Il corpo fisico e il corpo eterico, sono talmente interconnessi, che una pratica meditativa che agisca su uno dei due corpi opera inevitabilmente anche sull’altro. Non a caso, in molte tradizioni sono rappresentati come un unico corpo. Potremmo infatti dire che, per il corpo fisico, la “meditazione” corrisponde al movimento consapevole e alla consapevolezza dei cinque sensi: queste due attività implicano infatti un certo livello di concentrazione che, come possiamo vedere nella Tavola sinottica, viene messa in atto dalla volontà, dal corpo eterico. Qualsiasi pratica meditativa legata al corpo fisico e alla volontà presuppone concentrazione, consapevolezza, presenza. Questi concetti sono alla base anche di tutte le ulteriori pratiche meditative, di seguito descritte. La pratica della danza sacra nota come Paneuritmia, e la ginnastica proposta dallo stesso Aïvanhov, rientrano in questa fattispecie (vd. oltre).

La meditazione per il corpo emotivo (la preghiera)

Per il corpo emotivo la pratica meditativa corrispondente è la preghiera: la preghiera è la meditazione del piano emotivo, una vera e propria forma meditativa attraverso cui il sentimento si rivolge al Divino, con una richiesta, un'invocazione.

La meditazione per il corpo mentale (la meditazione propriamente detta)

Nel piano dell’intelletto troviamo invece la meditazione propriamente detta: vedremo infatti che la vera meditazione corrisponde a una sorta di “masticazione del pensiero”.[2], svolta però dall’intelletto superiore, da una mente consapevole.

«La meditazione può essere paragonata alla masticazione degli alimenti. Quando introduciamo degli alimenti nella nostra bocca e li mastichiamo, le ghiandole salivari si mettono al lavoro, e attraverso la lingua noi assorbiamo le energie più sottili. Anche la meditazione è una specie di masticazione, una masticazione dei pensieri tramite la quale assorbiamo le quintessenze del mondo spirituale per farne il nutrimento dei nostri corpi spirituali. Meditate dunque sulla saggezza, quella luce che vi protegge, vi guida e vi apre la via del mondo divino… Meditate sull'amore come sorgente di gioia, di ricchezza e di bellezza per tutti… Meditate sulla verità, che vi conduce verso la libertà...».[3]

La meditazione per il corpo atmico (la contemplazione)

L’Anima invece, che aspira all’immensità, allo spazio infinito, ha bisogno della contemplazione per raggiungere il suo ideale, così la sua forma di meditazione corrisponde alla contemplazione, un’osservazione emotiva consapevole, l’estasiarsi di fronte alla bellezza, allo splendore del Mondo divino.

«Può succedere che vi sentiate perseguitati da immagini che vi appesantiscono, vi turbano… Non lasciatevi invadere! Allontanatele e sostituitele con immagini che vi ridanno la gioia, il coraggio e la speranza. Per comprendere l’importanza delle immagini, dovete convincervi del fatto che esse possiedono una vita, dei poteri, e che dunque alcune di esse attirano il fulmine, mentre altre fanno scendere su di voi tutte le benedizioni del Cielo. Ognuno di voi deve cercare di formare dentro di sé delle immagini che lo strappino all’oscurità e alle pesantezze terrene; e quando non ci riuscite, aiutatevi con la contemplazione di quadri, di immagini dipinte. Nei templi e nelle chiese, le immagini sacre non hanno altra funzione se non quella di aiutare il credente a creare in sé uno stato grazie al quale diverrà non solo un ricettore, ma anche un trasmettitore di energie divine».[4]

La meditazione per il corpo buddhico (l'identificazione)

Infine lo Spirito, che per poter tendere verso il suo ideale di eternità ha bisogno di conoscere il soggetto della sua meditazione e questo diviene possibile attraverso l’identificazione, ossia identificandosi con il soggetto della meditazione stessa.

«Per scoprire la presenza di Dio in noi, l'esercizio migliore che possiamo fare è cercare di identificarci in Lui. Ma identificarsi nel Signore non consiste nell'immaginare di essere riusciti a issarsi fino a Lui, e da lassù potersi dichiarare onniscienti e onnipotenti. Chi fa questo esercizio di identificazione deve pensare soltanto a lasciarsi pervadere dall'immensità di Dio, a scomparire dinanzi a quell'immensità e a fondersi in essa. Nei confronti degli esseri umani è spesso necessario affermarsi, resistere, opporsi anche, per non scomparire. Ma dinanzi a Dio, è solo eclissandosi e mostrandosi umili davanti a Lui che ci si afferma e si cresce. Anche in questo campo agisce la legge della polarizzazione: il grande e il piccolo si attirano. Dio, che è infinitamente grande, ama l'infinitamente piccolo. Se diventate piccoli, Dio vi attira a Sé. È l'umiltà che ci permette di fonderci veramente con Lui».[5]

In sintesi...

Riportiamo alcuni brani di Aïvanhov per approfondire ulteriormente la suddivisione appena riportata, nonché le differenze tra le diverse pratiche meditative:

«Le pratiche spirituali prevedono diverse attività e metodi: la concentrazione, che richiede soprattutto la volontà; la preghiera, che viene dal cuore, si chiede qualcosa al Cielo; la meditazione, che tocca il lato intellettuale ossia porta a conoscere, ad approfondire, a chiarire; la contemplazione, che tocca l'anima, ossia spinge a soffermarsi su qualcosa di bello, di luminoso, di perfetto; l'identificazione, che viene dallo Spirito. C’è quindi un lavoro di concentrazione, di meditazione, di contemplazione e, quando si riesce a innescare delle forze, dei movimenti, delle correnti in se stessi, ci si sofferma sul lato sublime, divino, con cui si prova a identificarsi, ad assomigliargli, fino a fondersi in lui, per divenire una parte della Divinità. L’identificazione è una cosa tra le più rare, difficili e meravigliose».[6]
«Dunque questi processi si possono classificare nel seguente ordine: concentrazione, meditazione, contemplazione e identificazione. La concentrazione è il fondamento di questi quattro processi, senza la quale nessun’altro può realizzarsi».[7]
«Qualche volta è possibile concentrarsi senza grande intelligenza, senza emozione, né amore. In questo caso la concentrazione è piuttosto meccanica; è una forza. È l'inizio della volontà. Nella meditazione si aggiunge un altro elemento alla volontà: la ragione che comincia a cercare, ad analizzare, ad assorbire».[8]

Le diverse pratiche meditative suggerite da Aïvanhov

Queste spiegazioni, aiutano a comprendere quali differenze esistono tra le diverse pratiche meditative e, soprattutto, come classificare agevolmente ogni metodo, ogni tecnica e capire dove agisce, e a quali risultati ci può condurre. Naturalmente ci sono pratiche meditative che implicano il lavoro attivo di più corpi, capaci quindi di nutrirli e di portarli verso il loro ideale. In particolare tra le pratiche che Aïvanhov propone troviamo:

MeditazioneContemplazione - Identificazione

«La meditazione è quindi un processo mentale, intellettuale, che consiste nel riflettere, nel cercare la luce, la sapienza, l'intelligenza; la meditazione è quindi un'attività dell'intelletto che si sforza di penetrare le verità spirituali».[9]
«La contemplazione è dell'ordine del sentimento; si tratta di riuscire attraverso l'amore, l'ammirazione, l'entusiasmo, ad ampliare tutte le facoltà del cuore e dell'anima. È l'attività dell'anima che si sofferma su di un’immagine, una qualità, una virtù, per rallegrarsi della sua luce, della sua bellezza, per comunicare con lei».[10]
«Superiore alla meditazione e alla contemplazione è il lavoro magico dell'identificazione, che è un'attività della volontà, dello Spirito che si identifica col Signore, per diventare creatore come Lui. Nella meditazione è il vostro intelletto che deve elevarsi, scegliere un soggetto che superi la vita ordinaria e concentrarsi su di esso. Quando ci siete riusciti, potete smettere di meditare, di riflettere, per contemplare soltanto quell'immagine o quel simbolo che è il riassunto, il condensato, di tutte le forze che avete smosso e fatto scattare dentro di voi meditando. Vi lasciate così impregnare da questa immagine. Ed infine, se riuscite ad identificarvi con questa bellezza, sia essa un soggetto astratto, oppure un essere, l'Essere più sublime, allora è la perfezione».[11]

Meditazione al sorgere del sole (Surya Yoga)

« Quand vous vous préparez à prier, à méditer, à contempler le lever du soleil, dites-vous : "Je suis avec la pureté, je suis avec la lumière, je suis avec mon bien-aimé, le Seigneur, je suis avec ma bien-aimée, la Mère divine, rien d’autre ne doit compter que ce moment où je peux communier avec eux. " Laissez vos sacs, vos fardeaux, présentez-vous léger, dégagé devant la Divinité et les splendeurs de la nature. C’est ainsi que vous trouverez la solution à beaucoup de vos problèmes intérieurs, à des situations que vous croyiez jusqu’à maintenant inextricables. Pour voir, pour comprendre, pour sentir, il faut être là, présent. Prenez exemple sur les hommes et les femmes qui vivent un grand amour : quand ils sont ensemble, ils sont capables de tout oublier. Ils plongent leurs yeux dans les yeux de l’autre, et quand ils veulent décrire ce qu’ils ont vu, ils ne parlent que de lumière et d’immensité ».[12]

Meditazione Laser

Exercice collectif:

« Concentrez-vous et imaginez que vous êtes entourés d’une lumière éclatante, et que cette lumière rayonne d’un tel éclat que notre réunion forme un immense soleil qui éclaire le monde entier. Chacun doit se sentir lui-même lumineux comme un soleil qui palpite, projette ses rayons et s’unit aux autres soleils pour former un soleil unique. Placez cette lumière dans votre coeur, dans votre tête, contemplez-en les rayons multicolores. Rayonnez, tous unis, pour le monde entier et oubliez tout autre question pendant la durée de cet exercice ».[13]

Lumière cosmique:

« Imaginez cette lumière dans laquelle baigne l’univers entier. Certains clairvoyants l’ont vue ; ils ont vu que toutes les créatures, tous les objets, même les pierres, baignent dans la lumière et émanent cette lumière. Quand vous serez arrivé à vous concentrer sur la lumière, que vous la sentirez comme un océan qui vibre, qui palpite, qui frémit, où tout est paix, bonheur, joie, vous commencerez à sentir aussi que cette lumière est un parfum et une musique – cette musique cosmique que l’on appelle la musique des sphères – le chant de tout ce qui existe dans l’univers. Il n’existe pas de travail plus digne, plus glorieux, plus puissant que ce travail avec la lumière ».[14]

Meditazione mangiando (Hrani Yoga o Yoga della nutrizione)

« Tutti sono d’accordo nel riconoscere l’importanza del cibo, della sua qualità e della sua freschezza, ma quanti sanno che è ancora più importante sapere come mangiare? Le persone, per la maggior parte, consumano i loro pasti discutendo, gesticolando, litigando, e in mezzo a tutto questo ogni tanto mettono in bocca qualcosa. E non ci vedono niente di anormale, credono che in qualunque condizione il loro organismo si incaricherà di ricevere e selezionare gli elementi necessari al suo buon funzionamento. Ebbene, si sbagliano: tutti i vari problemi al fegato, allo stomaco, all’intestino o al sistema nervoso derivano dalle condizioni in cui si ha l’abitudine di mangiare. Qualcuno dirà: "Ma io ho sempre avuto un’eccellente digestione!". Tanto meglio, ma quanto durerà?... Occorre inoltre sapere che il cibo contiene forze ed elementi sottili che solo una nutrizione cosciente ci permette di ricevere. Questi elementi, che appartengono al piano eterico, al piano astrale e anche al piano mentale, possono aiutarci a migliorare i nostri pensieri, i nostri sentimenti e tutto il nostro comportamento, ma a condizione di associare la coscienza all’atto di mangiare ».[15]
« Attualmente sempre più persone sentono il proprio equilibrio fisico e psichico minacciato dal ritmo di vita frenetico che viene loro imposto, particolarmente nelle città. Allora si lanciano in pratiche di rilassamento o in vari tipi di yoga e arti marziali importati dall’oriente. Questo può essere benefico, è vero. Tuttavia esiste uno yoga più facile e più efficace, perché può essere praticato tutti i giorni e anche più volte al giorno: lo yoga della nutrizione. Quando si mangia in qualche modo, nel rumore, nel nervosismo, nella fretta, chiacchierando o litigando… è quasi inutile andare poi a praticare lo yoga. Sforzandovi ogni giorno di mangiare coscientemente nel silenzio e nel raccoglimento, avete la possibilità di fare questo esercizio di rilassamento e armonizzazione di tutte le vostre cellule. Dato che due o tre volte al giorno siete comunque costretti a mangiare, riflettete: questo esercizio è comodo… ed è gratuito! Come invece non sono le lezioni di yoga o di altre discipline: quanto si spende lì per imparare anche solo a calmarsi! ».[16]

Meditazione in movimento

La Paneuritmia: una danza sacra

La Paneuritmia[17] è una danza sacra i cui movimenti sono stati concepiti da Peter Deunov, il quale ha anche composto le linee melodiche della musica di accompagnamento. A tal proposito Aïvanhov osserva:

«Tutto è ritmo nell’universo e l’essere umano stesso appartiene a quel grande ritmo cosmico. In maniera più o meno percepibile, tutte le sue funzioni biologiche o psichiche obbediscono alle leggi del ritmo. Con il suo modo di vivere, con i suoi pensieri, i suoi sentimenti e i suoi atti, entra più o meno in armonia con il ritmo universale. La musica, la danza sono solo dei tentativi per entrare di nuovo in quel ritmo universale o per restarci. Ecco perché ogni cultura attribuisce alla musica e alla danza una origine divina. Creando la Paneuritmia, il Maestro Peter Deunov ci ha dato i metodi che consentono di armonizzarci con i ritmi più benefici dell’universo, poiché solo un Iniziato può scoprire i movimenti e le sonorità che corrispondono a quei ritmi. Se si approfondiscono quei movimenti e quelle sonorità, si scopriranno dei principi, delle regole che hanno la loro corrispondenza nella vita psichica. Dunque, dovete considerare la Paneuritmia come un metodo pedagogico: danzare la Paneuritmia è apprendere ad adattare i vostri pensieri, i vostri sentimenti ed i vostri atti ai ritmi più armoniosi della natura».[18]

La Ginnastica meditativa

Lo stesso Aïvanhov propone una forma di Ginnastica meditativa, tratta dall'insegnamento del suo Maestro spirituale, Peter Deunov.[19]

«Vi darò una nuova luce sugli esercizi che facciamo ogni mattino. In apparenza sono degli esercizi insignificanti, perché sono facili da compiere e durano appena pochi minuti. Non sono movimenti da eseguire per ore con il pretesto di sviluppare la muscolatura. No, ci sono cose molto più importanti da sviluppare che i muscoli, poiché anche la forza fisica non dipende soltanto dai muscoli, lo avrete potuto constatare su voi stessi».
«Certi giorni, dal mattino alla sera, camminate, correte, sollevate dei pesi, li trasportate e non capite da dove vi giunga tutta quell’energia. Altri giorni, il minimo gesto vi costa, vi trascinate. Che cosa succede? Ebbene, è perché quell’energia, quella corrente elettrica, quel flusso che deve passare dal cervello ai muscoli manca ed i muscoli restano molli. Quell’energia viene dal sistema nervoso che si deve saper proteggere e rinforzare. Ed è giustamente quello che facciamo con i nostri esercizi di ginnastica: toccano alcuni centri del sistema nervoso, li alimentano, li rinforzano, li armonizzanoe noi diventiamo capaci di eseguire dei lavori formidabili».
«Nella scienza iniziatica esiste una regola importante, secondo la quale ogni nostra attività deve toccare i tre mondi: dell’azione, del sentimento e del pensiero. Nell’eseguire gli esercizi di ginnastica, è bene lavorare nei tre mondi per produrre qualcosa di potente non soltanto per sé stessi, ma per la Fratellanza e per il mondo intero».
«Se la parola ha senso, se ha uno scopo, se è colma d’amore, è straordinariamente potente. Ecco perché, quando fate gli esercizi, dovete pronunciare le formule mentalmente concentrandovi sul loro significato. Lo dovrete fare con molto amore, naturalmente. Se la vostra attenzione non è del tutto presente, gli esercizi agiranno ugualmente, ma molto meno rapidamente e potentemente che quando ci mettete la vostra convinzione e il vostro impegno … Si tratta di una legge infallibile!».[20]

Esercizi di respirazione

«A chi sa accompagnarla con un lavoro del pensiero, la respirazione rivela grandi misteri. Ecco dunque un esercizio che potete fare. Ispirando l’aria, immaginate che tutte le correnti dello spazio convergano verso di voi, verso il vostro ego che è come un punto impercettibile, il centro di un cerchio infinito. Poi, espirando, immaginate di riuscire a dilatarvi fino alla periferia di quel cerchio, ai confini della creazione. Di nuovo vi contraete e di nuovo vi dilatate… Scoprirete così quel moto di flusso e riflusso che è la chiave di tutti i ritmi dell’universo. Cercando di renderlo cosciente in voi stessi, entrerete nell’armonia cosmica e avverrà uno scambio fra l’universo e voi, poiché inspirando ricevete alcuni elementi dallo spazio, ed espirando proiettate in cambio qualcosa del vostro cuore e della vostra anima. Il giorno in cui comprenderete la respirazione nella sua dimensione spirituale, vorrete consacrare la vostra esistenza a inspirare la luce di Dio per poi rimandare quella luce a tutte le creature».[21]

Canto corale

Peter Deunov ha composto centinaia di canti mistici che, cantati consapevolmente in coro, hanno il potere di ristabilire l’armonia, facendo entrare i partecipanti in contatto con le loro parti più spirituali. Omraam Mikhael Aivanhov invitava i fratelli e sorelle della sua Fratellanza a utilizzare questi canti prima delle sue conferenze e dei pasti, come strumento di armonizzazione personale e di gruppo.

«Quando gli uomini e le donne cantano insieme, le loro voci si innalzano e si fondono al di sopra delle loro teste, dandosi reciprocamente degli elementi di un’estrema sottigliezza. La voce è impregnata della vitalità degli esseri, del loro profumo, del loro magnetismo. Gli esseri sono legati alla propria voce come a un piccolo aquilone che vola legato a un lungo filo di cui tengono l’estremità; e quando cantano insieme, la loro voce li lascia e parte ad incontrare altre voci per fondersi con esse, e in seguito ritorna a loro amplificata e arricchita da tutto ciò che ha ricevuto in quella fusione.

Dunque, attraverso il canto, i due principi ˆ maschile e femminile ˆ fanno prima di tutto un lavoro in alto, nei piani sottili; in seguito, ciò che in questo modo hanno creato ritorna loro attraverso le orecchie, e tutti beneficiano di uno scambio casto e divino».[22]

«Cantare in coro è un atto di grande significato: prima di tutto è un lavoro simbolico che ci insegna come agire per accordarci, per creare armonia tra di noi, perchè la fusione delle voci al di sopra delle nostre teste è, al tempo stesso, una fusione delle nostre anime e dei nostri spiriti. Inoltre, con il canto corale, esprimiamo il nostro desiderio di abbracciare l’universo, di essere in armonia con il tutto. Ed è per questo che, prima di cantare, dovete sempre pensare ad esaminarvi interiormente per calmarvi, per tenervi lontano dalle preoccupazioni quotidiane, per poter essere in armonia con tutte le creature del cosmo e cantare all’unisono con esse. Infine l’abitudine di cantare a quattro voci è già un riflesso, o meglio un’espressione sul piano fisico dell’esercizio che dobbiamo fare ogni giorno, e molte volte al giorno, per creare l’accordo perfetto tra il nostro spirito, la nostra anima, il nostro intelletto e il nostro cuore».[23]

Musica

Aïvanhov attribuiva un ruolo di grande importanza alla musica come mezzo potente per risvegliare negli individui la dimensione spirituale. Dopo i pasti in comune la meditazione è accompagnata da un brano di musica classica, il più delle volte da musica sacra.

«La musica è un respiro dell’anima e della coscienza. È tramite la musica che l’anima si manifesta sulla terra. Quando la coscienza superiore si risveglierà nell’uomo, quando si svilupperanno in lui delle capacità di percezione più sottili, comincerà a percepire quella sinfonia grandiosa che echeggia attraverso gli spazi, da un capo all’altro dell’universo, e comprenderà allora il senso profondo della vita. La musica risveglia nella nostra anima il ricordo della nostra patria celeste, la nostalgia del paradiso perduto. E’ uno dei mezzi più potenti, ancora più potente della pittura o della danza, perché è immediato, istantaneo.. Immediatamente si risveglia il ricordo che veniamo dal Cielo e che al Cielo dovremo tornare. Certamente ci sono musiche che risvegliano il desiderio di soggiornare il più a lungo possibile sulla terra, ma non è questo il vero obiettivo della musica. La musica è ascoltata da tutti ma in una Scuola iniziatica, si impara ad ascoltarla per destare in sé dei centri spirituali, per proiettarsi nello spazio, per elevarsi, per nobilitarsi, per purificarsi e anche per trovare la soluzione alle proprie difficoltà.»[24]

Formule e Preghiere

«Per la Scienza Iniziatica la preghiera è un incontro della nostra anima con lo Spirito cosmico, e del nostro spirito con l'Anima universale. Sono questi due incontri che conferiscono alla nostra preghiera la sua forza. Chiunque immagini che pregare significa chiedere al Signore di dargli tutto ciò di cui ha bisogno per il suo conforto materiale o morale, non sarà sicuramente esaudito, ma soprattutto non troverà mai le vere dimensioni del suo essere profondo. Il senso della preghiera consiste nel provocare l'incontro tra un principio spirituale in noi e un'entità nell'universo che sia della stessa natura e che gli sia complementare. L'anima umana (femminile) cerca lo Spirito divino (maschile), e lo spirito umano (maschile) cerca l'Anima universale (femminile). La nostra anima è fecondata dallo Spirito cosmico, e il nostro spirito è fecondato dall'Anima universale. È questa unione che fa di noi dei creatori nel mondo della luce, ed è questo che corrisponde veramente a “pregare”».

Meditazione su un Alto ideale

Se lier à la collectivité spirituelle:

« Vous dites que vous priez, que vous méditez, mais que vous n’avez pas de résultats. Voici un moyen très simple mais très efficace pour vous lier au Seigneur. Au moment où vous voulez prier, vous créez une image, celle d’une multitude d’esprits dispersés dans le monde entier, mais qui, là où ils se trouvent, sont en train de se concentrer sur le Créateur. Par la pensée, vous vous joignez à ces êtres pour prier avec eux. Ainsi, votre voix n’est plus isolée dans le désert de la vie et vous sollicitez le Ciel, ensemble, avec des milliers d’êtres lumineux. Une telle prière est toujours entendue à cause de la collectivité, et vous en bénéficiez également. C’est parce que vous agissez seul que votre pensée n’atteint pas son but et qu’elle vous revient. Le secret, c’est de se lier à tous ceux qui prient, car il y a à tout moment, quelque part dans le monde, des êtres en prière ».[25]

La terre entière dans le bonheur:

« Consacrez quelques minutes à penser comment le monde entier formera un jour une grande famille dont tous les membres s’aiment, se comprennent et se sourient. Oui, il y a tellement de bonnes choses auxquelles penser pour le bonheur du genre humain ! Que toute la terre chante et danse, que toute la terre va le matin voir le lever du soleil, ou que toute la terre adresse un hymne de joie et de reconnaissance au Créateur. N’est-il pas merveilleux de s’occuper de cela au lieu de penser à tellement d’autres choses prosaïques et égoïstes ? Pensez aussi à toute cette vie qui est dans le Ciel : les anges, les archanges, les divinités, toutes les hiérarchies. Pensez à leurs qualités, à la lumière, l’amour, la pureté dans lesquels ils vivent, et souhaitez que cette splendeur descende sur la terre. De cette façon, vous mettez des ponts, vous créez des communications pour que la perfection, la richesse, la beauté d’en haut descendent réellement un jour sur la terre ».[26]

Bibliografia

Opere e/o Conferenze di Omraam Mikhaël Aïvanhov sul soggetto trattato

Monografie o Articoli sul soggetto trattato, in rapporto all'insegnamento di Omraam Mikhaël Aïvanhov

  • Centro Studi Omraam Mikhaël Aïvanhov (2016), La Meditazione nell’Insegnamento di Omraam Mikhaël Aïvanhov, in "Misli", pp. 128 e ss.

Multimedia (immagini, audio, video)

Estratti di Conferenze di Omraam Mikhaël Aïvanhov (audio e/o video)

Conferenze di Omraam Mikhaël Aïvanhov (audio e/o video) pubblicate

Note

  1. Aïvanhov, O. M., Pensieri quotidiani 2014, 13 settembre.
  2. Aïvanhov, O. M., La nuova Terra, Prosveta, 2009, p. 144.
  3. Aïvanhov, O. M., Pensieri quotidiani 2016, 9 ottobre.
  4. Aïvanhov, O. M., Pensieri quotidiani 2011, 21 luglio.
  5. Aïvanhov, O. M., Pensieri quotidiani 2017, 8 maggio.
  6. Aïvanhov, O. M., Estratto Conferenza del CD 1 sulla meditazione 5014.
  7. Aïvanhov, O. M., Conferenza inedita del 1 luglio 1944.
  8. Aïvanhov, O. M., Conferenza inedita del 1 luglio 1944.
  9. Aïvanhov, O. M., La nuova religione: Solare e universale I, Prosveta, 2009, pag. 152.
  10. Aïvanhov, O. M., La nuova religione: Solare e universale I, Prosveta, 2009, pag. 152.
  11. Aïvanhov, O. M., La nuova religione: Solare e universale I, Prosveta, 2009, pag. 153.
  12. Aïvanhov, O. M., Pensieri quotidiani 2011, 3 luglio.
  13. (C13 p 201).
  14. (C13 p 198).
  15. Aïvanhov, O. M., Pensieri quotidiani 2015, 27 maggio.
  16. Aïvanhov, O. M., Pensieri quotidiani 2015, 23 aprile.
  17. Un video didattico sulla Paneuritmia e un video che mostra l'intera sequenza dei 28 movimenti.
  18. Tratto da: Muriel Urech, La Paneuritmia, Edizioni Prosveta
  19. Un video che mostra la ginnastica insegnata da Omraam Mikhaël Aïvanhov, da lui stesso commentata (in francese sottotitolato in italiano).
  20. La Nuova Terra – Vol. 13 O.C.
  21. Aïvanhov, O. M., Pensieri quotidiani 2017, 23 dicembre.
  22. Aïvanhov, O. M., Pensieri quotidiani 2007, 19 agosto.
  23. Aïvanhov, O. M., Creazione artistica e creazione spirituale, Vol. 223.
  24. Aïvanhov , Creazione artistica e creazione spirituale, Propsveta ed. Vol. 223.
  25. (Sila 3 p 39).
  26. (Sila 2 p 45).

Voci correlate

Collegamenti esterni



Avvertenza per il lettore: la stesura di questa voce, provvisoria ed esemplificativa, è solo un punto di partenza, giacché l'argomento è esaminato da Omraam Mikhaël Aïvanhov nell’ambito di migliaia di conferenze da lui tenute tra il 1938 e il 1985. Il ricercatore troverà importanti aspetti di ulteriore interesse leggendo o ascoltando direttamente le sue conferenze, edite dalla Casa editrice Prosveta, unica ed esclusiva titolare dei diritti sulla sua Opera. Pertanto, questa voce non esprime in modo completo ed esaustivo il pensiero di Aïvanhov sull'argomento.


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