Purezza

Da OmraamWiki.
«La purezza è la condizione nella quale troviamo la nostra realizzazione, la condizione della nostra salute, della nostra forza, della nostra bellezza, della nostra intelligenza, della nostra gioia, del nostro amore. Perché? Perché le impurità sono sempre un ostacolo alla circolazione delle energie, sia che queste energie siano fisiche o spirituali. È quindi importante che l'uomo si sbarazzi delle sue impurità, e se gli esercizi di purificazione hanno un posto così grande nella scienza iniziatica, ovviamente non è senza ragione. E questa purificazione la dobbiamo intraprendere non solo con mezzi fisici (digiuno, esercizi di respirazione, abluzioni, ecc.), ma anche con mezzi spirituali: concentrazione, meditazione, preghiera, per introdurre in noi una sostanza che disintegra e rigetta gli elementi dannosi. E tale sostanza è luce».[1]

Considerazioni introduttive

Nell'Insegnamento di Aïvanhov la purezza è una virtù che riveste un ruolo fondamentale nel percorso di crescita esistenziale di ogni individuo, e deve essere praticata tanto sul piano fisico, quanto sui piani emotivo, mentale e spirituale. Essa va intesa come quella condizione in cui si trova un qualsiasi sistema o organismo quando risulta privo di elementi che, per cattiva qualità o per eccesso di quantità, ne impediscono il corretto funzionamento. Secondo Aïvanhov

«[...] La purezza è un campo molto vasto che dobbiamo studiare nei tre piani, fisico, affettivo e mentale. Nel piano fisico essa è alla base della salute, nel piano affettivo offre le condizioni per ricevere e manifestare l’amore, e nel piano mentale offre le condizioni per ricevere e manifestare la saggezza».[2]

Le impurità accumulate sul piano fisico, come anche nel piano emotivo e mentale (sentimenti e pensieri negativi), nutrono la personalità, ossia la natura inferiore, a discapito dell'individualità, con la conseguenza che l'individuo, nel suo complesso, diventa sempre meno libero: l'impurità, rafforzando la personalità, lega maggiormente l'essere umano al piano della realtà materiale, rendendolo dipendente da essa e inibendo la sua possibilità di manifestare il proprio potenziale.

«Per molti la purezza è uno stato meraviglioso di cui hanno nostalgia perché la associano all'infanzia, a quell'innocenza perduta che non ritroveranno mai più; ed essendo definitivamente perduta, dicono a se stessi che non vale la pena pensarci. E invece sì, vale la pena pensarci, perché in realtà la purezza è ben altro che una virtù dell'infanzia. È puro tutto ciò che è ispirato dalla nostra natura superiore, mentre è impuro tutto ciò che è ispirato dalla nostra natura inferiore. La natura inferiore, alimentata da desideri egocentrici e grossolani, spinge gli esseri a prendere decisioni e orientamenti che nuocciono agli altri e anche a se stessi. È lì che si trova l'impurità, ed è inutile andare a cercarla altrove. Purezza e impurità, quindi, sono prima di tutto una questione di intenti e di obiettivi: sono le intenzioni e le finalità a rendere gli atti puri o impuri. Chi lavora con uno scopo disinteressato, chi, in ciò che intraprende, cerca l'interesse di tutti, è un essere puro. Perciò, se cercate sinceramente la purezza, chiedetevi come poter favorire le manifestazioni della vostra natura superiore».[3]

La purezza viene considerata come una virtù propedeutica alla pratica delle altre virtù: per mettere in atto comportamenti improntati all'altruismo, all'amore disinteressato, alla saggezza, alla bontà è, ad esempio, necessario che il corpo fisico non sia appesantito da eccessi alimentari, e il piano emotivo e quello mentale non siano condizionati da sentimenti egoici e pensieri malevoli.

Per comprendere le leggi che è necessario seguire per ottenere la purezza nei tre diversi piani, Aïvanhov suggerisce di riflettere sui comportamenti che di norma adottiamo quando ci nutriamo: prima di ingerire un qualsiasi alimento si fa, più o meno consapevolmente, una selezione, valutandone la natura e la provenienza, liberandolo dalle impurità; in sostanza, si attua un'opera di discernimento:

«Il vostro corpo viene costruito con i materiali che assorbite, perciò se non sono puri, voi sarete impuri; se sono nocivi vi ammalerete. Questa legge è assoluta, non soltanto sul piano fisico, ma anche sul piano psichico, sul piano del pensiero e del sentimento. Come dovete fare attenzione a cibi ben lavati e curati altrettanto dovete vigilare, giorno e notte, sui vostri pensieri e sui vostri sentimenti, controllando tutto ciò che entra in voi».[4]

La Purezza sul piano fisico

Per conseguire o mantenere la Purezza sul piano fisico - sinonimo di salute - è dunque necessaria una particolare attenzione alla qualità e alla quantità dei cibi solidi e liquidi che vengono ingeriti, alla qualità dell'aria, alla qualità dell'ambiente che ci circonda, avendo cura di seguire uno stile di vita sano ed equilibrato. Seguendo con costanza le regole basilari di vita quotidiana di seguito elencate, si riesce a purificare il proprio sangue il che, secondo Aivanhov, è condizione sostanziale per conseguire la purezza sul piano fisico:

  1. Alimentazione corretta: «Come distinguere il cibo puro da quello che non lo è? Esiste un criterio: il cibo che facilmente imputridisce o che lascia una grande quantità di scorie nell’organismo umano non è puro e, anche se viene lavato e preparato bene, non basta. Soltanto il cibo che non imputridisce rapidamente è puro. La frutta, per esempio, si conserva a lungo (certe qualità anche per mesi); anche i legumi e le verdure si conservano per un certo tempo. La carne invece imputridisce rapidamente. La frutta è dunque il cibo più puro. Si potrebbe aggiungere che gli alimenti che ricevono molta energia solare sono puri. Proprio da questo punto di vista i frutti, che sono continuamente esposti al Sole e all’aria, sono gli alimenti più puri».[5] Peraltro, la pratica dello Yoga della nutrizione (Hrani Yoga) permette di assimilare con maggiore facilità le componenti più pure e vitali degli alimenti, favorendo il processo di purificazione dell'intero organismo.
  2. Bere acqua calda: «Bevendo acqua calda, ben bollita, al mattino a digiuno, si purifica il proprio organismo. L’acqua calda è il rimedio più naturale, più innocuo e più efficace. Nel vostro organismo vi sono dei depositi e delle impurità che si possono eliminare solo digiunando e bevendo acqua molto calda. Quando si suda, si desidera bere acqua fredda, questo oltre a essere pericoloso, provoca la contrazione dei vasi sanguini e il rallentamento della circolazione; se invece l’acqua che si beve è calda, tutti i tessuti si dilatano e la circolazione migliora. Provate e constaterete quanti mali si possono evitare con l’uso regolare dell’acqua calda; essa può guarire le emicranie, la febbre, l’influenza, l’inappetenza e l’insonnia, poiché possiede tutte le caratteristiche necessarie per purificare il sangue e l’intero organismo».[6]
  3. Brevi digiuni: «Vi consiglio di digiunare ogni settimana per ventiquattro ore, durante le quali potete bere acqua calda bollita e nient’altro. Contemporaneamente dovete fare un lavoro spirituale: vi collegate con le entità più luminose, scegliete musiche e letture capaci di ispirarvi, purificate pensieri e sentimenti».[7] «Quando si pratica il digiuno, il corpo eterico provvede a compensare le privazioni del corpo fisico apportando elementi più puri, più sottili. Il corpo eterico ha il compito di vegliare sul corpo fisico e di fornirgli l’energia che gli manca. Il digiuno dà quindi un impulso al corpo eterico che comincia a lavorare; perciò l’attività si sposta altrove e nel frattempo il corpo fisico si riposa».[8]
  4. Pulizia dell'intestino: facendo riferimento a tradizioni mediche in uso nella medicina ayurvedica, ma anche nell'ambito delle medicine alternative, Aïvanhov sottolinea l'importanza di provvedere ad una regolare pulizia del tratto intestinale, mediante l'applicazione di enteroclismi: «Prendete il caso di chi non ha mai preso un purgante, né fatto un enteroclisma. Come volete che tutte quelle scorie che aderiscono alla parete del suo intestino non finiscano con l’influire sulle sue condizioni psichiche? E allora come si pronuncerà questa persona? Come saranno le sue opinioni, i suoi gusti? […] È necessario sapere come digiunare, come lavarsi, non solo esteriormente, ma soprattutto interiormente».[9]
  5. Respirazione corretta: «Dalla respirazione dipende la purezza dell’organismo. Il sangue percorre gli organi del corpo, poi va nei polmoni per depurarsi. Perciò se fate coscientemente, ogni giorno, degli esercizi di respirazione, riuscirete a purificare sempre di più il sangue e l’intero organismo».[10]
  6. Meditazione al sorgere del Sole: «Ogni mattina, meditando al sorgere del Sole, abbiamo la possibilità di attirare in noi le particelle di oro sottile che il Sole proietta. Queste particelle sono le sole perfettamente pure. Tutto quello che mangiate, che bevete e respirate, lascia sempre in voi delle scorie che è impossibile eliminare completamente. Soltanto i raggi del Sole non lasciano scorie; ecco perché bisogna imparare a introdurre dentro di sé quell’elemento superiore che è la luce. Con tutto il vostro cuore e con tutta la vostra anima, cercate di raccogliere quelle particelle divine e di immetterle in voi. In tal modo, a poco a poco, potete rigenerare la materia del vostro organismo».[11]

La Purezza sul piano emotivo

Per essere in una condizione di purezza sul piano emotivo bisogna prestare attenzione alla qualità delle emozioni che si provano, avendo cura di evitare emozioni negative come l'odio, il rancore, la cupidigia, l'orgoglio, ecc...

Partendo dall'ipotesi che il piano emotivo tende a "sporcarsi" e a congestionarsi energeticamente allo stesso modo in cui si sporca e si congestiona il piano fisico, Aïvanhov sottolinea che, oltre ad evitare emozioni negative, è importante mettere in pratica comportamenti che consentano di liberarsi da tali congestioni energetiche: in tal senso, la pratica di lavarsi "consapevolmente" – usando cioè l'immaginazione e il pensiero mentre si lava con attenzione il proprio corpo fisico – produce un risultato effettivo e sostanziale anche nei confronti del corpo emotivo. Un altro strumento importante per favorire la purificazione del piano emotivo è la meditazione che, in questo caso, deve essere fatta concentrandosi su un soggetto che ben rappresenti la purezza (ad esempio, un cristallo o un diamante), oppure sul tema della luce, ad esempio la mattina al sorgere del Sole.

«[...] è necessario avere un'idea chiara di ciò che è la purezza e di come ci si purifica. Purificarsi significa per prima cosa essere in grado di discernere la natura dei moti della propria vita interiore, di analizzare i propri pensieri, i propri sentimenti, i propri desideri e progetti. E dato che quei pensieri, quei sentimenti, quei desideri e quei progetti sono spesso malevoli ed egoistici, in seguito occorre lavorare per renderli più disinteressati, più generosi e più fraterni. Chi può opporsi a questa definizione della purezza?!».[12]

La purezza sul piano emotivo dà come risultato la gioia, perché lo stato naturale del cuore è la gioia, la felicità; queste emozioni sono l'ideale verso cui tende il piano emotivo, e le si possono ottenere solo tramite la purezza, coltivando dunque emozioni positive ed evitando quelle negative.

La Purezza sul piano mentale

Per conseguire o mantenere la purezza sul piano mentale è necessario fare attenzione alla qualità dei pensieri, evitando quelli ossessivi, quelli eccessivamente critici o negativi, che nascondono tutti una volontà di giudizio; simili pensieri "oscurano" la nostra mente. Al contrario, lo stato di purezza nel piano mentale porta la saggezza, ossia l'equilibrio mentale, la capacità di discernimento, la consapevolezza. Queste qualità sono collegate, secondo Aïvanhov, alla luce, motivo per cui questo elemento dovrebbe essere il soggetto principale di meditazione quando si desidera purificare il piano mentale: in questo senso risulta particolarmente utile assistere la mattina al sorgere del Sole. La peculiarità della luce deriva dal fatto che essa è l'elemento più puro di cui possiamo disporre: essa proviene dal Sole il quale, nell'Insegnamento di Aivanhov, è considerato la migliore manifestazione del Divino. Collegarsi al Sole e "nutrirsi" della sua luce significa collegarsi al Mondo divino, dove regna la purezza perfetta, e significa nutrire i propri corpi sottili con quell'elemento che è alla base della Creazione:

«La luce che vediamo è in realtà la materializzazione della Luce primordiale. Quella Luce primordiale, prima emanazione di Dio, è il Sole cosmico, il Cristo. Lo Spirito che si manifesta e che ci parla attraverso il Sole è infatti lo Spirito del Cristo e, se impariamo a legarci a Lui, riceveremo tutte le Sue benedizioni: la luce, il calore, la vita, la bellezza, la purezza, la salute…».[13]

La Purezza sul piano spirituale

La purezza sul piano sprituale permette ad ogni essere umano di manifestare la sua parte più evoluta, luminosa, armonica e perfetta. La purezza infatti è strettamente collegata anche al concetto di armonia; possiamo quindi considerare la disarmonia come una mancanza di purezza. Quando un organismo ottiene la purezza e l'armonia, si manifesta in lui la bellezza. La purezza e l'armonia permettono all'essenza divina di ogni essere umano di esprimersi, di sperimentare quello stato di coscienza definito "amore disinteressato", che dona all'individuo una gioia e una felicità sostanziali.

«La purezza non consiste nel chiudersi in un bozzolo, al riparo da ogni contatto. No, una tale purezza, che pensa solo a proteggere se stessa, è inutile ed è perfino deleteria. La vera purezza è l'Amore divino, perché l'Amore divino è la vita, è l'acqua che zampilla dalla sorgente, e quel zampillare respinge tutto ciò che è sporco, spento e oscuro. Una purezza nella quale non c'è amore non è vera purezza. Quanti religiosi hanno creduto, e credono tuttora, che la purezza consista nel guardarsi dall'amore! Forse saranno bianchi come la neve, ma sono anche freddi come la neve, e la loro purezza è sterile. Non è dall'amore che bisogna guardarsi e neppure dal contatto con gli altri, ma dall'egoismo e dalla possessività; nel momento in cui simili sentimenti entrano in un essere, egli non è più puro. La vera purezza è quella dell'acqua cristallina che zampilla, che fluisce e va ad irrigare i campi e i giardini nell'anima e nel cuore di tutti gli esseri».[14]
«La nostra vita non è che una serie di combustioni. Le nostre azioni, i nostri sentimenti, i nostri pensieri: tutte le nostre manifestazioni sono sempre accompagnate da una combustione. Per produrre l’energia che ci fa vivere, è necessario che da qualche parte ci siano dei materiali che si consumano. Tale combustione produce residui che devono necessariamente essere eliminati, altrimenti cosa succede? Osservate la lampada a petrolio: se il vetro non è stato pulito, la lampada non darà più luce; e la stufa a carbone, la cui cenere non è stata tolta, non può più riscaldare. Allo stesso modo, l’essere umano che non ha saputo sbarazzarsi dei propri rifiuti, sprofonda nell’oscurità e nel freddo. I più non hanno mai riflettuto su queste corrispondenze e credono di potersi dedicare a qualunque attività senza preoccuparsi di eliminare le impurità. Si lavano tutti i giorni, poiché sanno che in caso contrario i pori della loro pelle si ostruirebbero, il che nuocerebbe alla salute. Ma quando penseranno a lavarsi anche interiormente allo scopo di liberare i pori della propria pelle spirituale? È così che ristabiliranno le comunicazioni con il mondo divino».[15]
«Contrariamente all'idea che molti se ne fanno, la santità non è uno stato in cui gli uomini e le donne devono sforzarsi di non provare alcuna attrazione reciproca. Non si diventa santi evitando l'amore, poiché l'amore è la vita, e la santità presuppone la vita. Ma così come la vita ha diversi gradi, anche l'amore ha vari gradi. L'amore, il vero amore, è al di sopra non solo dell'attrazione sessuale, ma anche del sentimento: è uno stato di coscienza superiore. Fra le qualità che possono esserci d'aiuto per avvicinarci a questa conoscenza dell'amore, la più importante è la purezza. E quando parlo di purezza, mi riferisco alla purezza dei pensieri e dei sentimenti: pensieri e sentimenti liberi dal loro egoismo. Le tre parole “vita, amore e purezza” sono legate fra loro, poiché la vita dipende dall'amore, e più l'amore è puro, più la vita è ricca, bella e luminosa». [16]

Bibliografia

Opere e/o Conferenze di Omraam Mikhaël Aïvanhov sul soggetto trattato

Multimedia (immagini, audio, video)

Estratti di Conferenze di Omraam Mikhaël Aïvanhov (audio e/o video)

Conferenze di Omraam Mikhaël Aïvanhov (audio e/o video) pubblicate

Voci correlate

Collegamenti esterni

Note

  1. Aïvanhov, Vita e lavoro alla Scuola divina, Prosveta, p.211.
  2. Aïvanhov (2013), Pensieri quotidiani; pensiero del 16.II.2014
  3. Aïvanhov (2013), Pensieri quotidiani, pensiero del 15.VII.2014
  4. Aïvanhov (2006), I Misteri di Yesod, Opera Omnia 7, p.35.
  5. Aïvanhov (2006), I Misteri di Yesod, Opera Omnia 7, p.236.
  6. Aïvanhov (2006), La nuova terra. Opera Omnia 13, p.18.
  7. Aïvanhov (2006), I Misteri di Yesod, Opera Omnia 7, p.237.
  8. Aïvanhov (2006), I Misteri di Yesod, Opera Omnia 7, p.240.
  9. Aïvanhov (2002), Le leggi della morale cosmica Opera Omnia 12 p.96.
  10. Aïvanhov (2006), I Misteri di Yesod, Opera Omnia 7, p.263.
  11. Aïvanhov (2010), Meditazioni al sorgere del sole, Brochure 323, p.10.
  12. Aïvanhov (2015), Pensieri quotidiani, pensiero del 30.VII.2016.
  13. Aïvanhov (2015), Pensieri quotidiani, pensiero del 11.VI.2016.
  14. Aïvanhov (2015), Pensieri quotidiani, pensiero del 20.XII.2016.
  15. Aïvanhov (2017), Pensieri quotidiani, pensiero del 17.XI.2018.
  16. Aïvanhov, Pensieri quotidiani 2019, pensiero del 6.II.2019.



Avvertenza per il lettore: la stesura di questa voce, provvisoria ed esemplificativa, è solo un punto di partenza, giacché l'argomento è esaminato da Omraam Mikhaël Aïvanhov nell’ambito di migliaia di conferenze da lui tenute tra il 1938 e il 1985. Il ricercatore troverà importanti aspetti di ulteriore interesse leggendo o ascoltando direttamente le sue conferenze, edite dalla Casa editrice Prosveta, unica ed esclusiva titolare dei diritti sulla sua Opera. Pertanto, questa voce non esprime in modo completo ed esaustivo il pensiero di Aïvanhov sull'argomento.


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