Silenzio

Da OmraamWiki.
«Il silenzio è il livello più elevato della nostra anima e nel momento in cui lo raggiungiamo entriamo nella Luce cosmica. La Luce è la quintessenza dell'universo; quanto vediamo e persino quanto non vediamo attorno a noi è attraversato e impregnato di Luce. Lo scopo del silenzio è appunto la fusione con questa Luce che è viva, che è potente e che permea tutta la Creazione». [1]

Considerazioni introduttive

Secondo Omraam Mikhaël Aïvanhov ci sono due tipi di silenzio: il silenzio legato alla morte e il silenzio legato alla vita. Il primo è un’assenza, un vuoto una mancanza di vita, e questo non è il vero silenzio, poiché il vero silenzio, come riportato nella frase introduttiva è «il livello più elevato della nostra anima», un silenzio vivo, vibrante, intenso che si può sperimentare attraverso le pratiche meditative e in momenti di particolare elevazione spirituale.

«Certe persone non sopportano il silenzio, poiché lo percepiscono come un vuoto, un'assenza: assenza di movimento, assenza di vita. In realtà c'è silenzio e silenzio, e in generale si può dire che ne esistono due specie: quello della morte e quello della vita superiore. Quello che dobbiamo amare e coltivare in noi è il silenzio della vita superiore. Questo silenzio non è un'inerzia, bensì un lavoro intenso che si realizza in seno a una perfetta armonia. E non è neppure un vuoto, un'assenza, ma una pienezza paragonabile a quella che provano gli esseri uniti da un grande amore: ciò che vivono è qualcosa di così profondo che non possono esprimerlo né a gesti né a parole. Il vero silenzio è l'espressione di una presenza, la presenza divina».[2]
«Il vero silenzio non è solo assenza di rumore. Il vero silenzio non è muto e non è nemmeno vuoto: al contrario, il vero silenzio è una pienezza, ed è vivo, vibrante, parla, canta. Vi chiederete come udire questo silenzio... Facendo tacere le grancasse – le passioni, i sentimenti e i pensieri caotici – che continuamente battono in voi. È tutto un lavoro da fare che esige molta pazienza e controllo della vostra vita psichica. Una volta che si sono calmate tutte le tempeste interiori, il silenzio si avvicinerà e si diffonderà attorno a voi per avvolgervi nel suo meraviglioso mantello. Si farà allora una grande chiarezza e sentirete che qualcosa di molto potente regna sul mondo e lo governa: il grande silenzio delle origini, dal quale è scaturita la creazione e nel quale essa tornerà un giorno».[3]

Questo tipo di silenzio, che può essere definito come uno stato di coscienza, è la manifestazione di un contatto interiore con il Divino. In questo silenzio, secondo Aïvanhov, si può percepire la Voce di Dio[4].

Per raggiungere lo stato di silenzio interiore è necessario praticare tecniche meditative che portino al controllo dei pensieri e sentimenti. Ecco cosa succede quando si riesce a raggiungere il silenzio interiore:

«In realtà ciò che si ferma sono i movimenti della natura inferiore, mentre la natura superiore comincia a vibrare, a irradiare. Ma questo movimento vibratorio è talmente intenso da essere analogo all’immobilità.[5]
«Nel momento in cui riusciamo a fare il silenzio in noi, ci affidiamo allo Spirito che ci guida verso il mondo divino. Ma quello stato ricettivo, passivo, non deve assolutamente essere confuso con la pigrizia e l’inerzia. È passivo solo in apparenza: in realtà, si tratta della più grande attività che ci sia. È lo stato di colui che, a forza di lavoro, pazienza e sacrificio, è riuscito a realizzare in se stesso il silenzio, ed è grazie a quel silenzio che si comincia a sentire la voce della propria anima, che altro non è che la voce di Dio.[6]
«Dio parla dolcemente, senza insistenza, dice le cose una volta, due volte, poi tace. L'intuizione non insiste oltre e se non ascoltate attentamente, se non distinguete quella voce perché siete capaci di sentire soltanto il frastuono, sarete continuamente sviati. La voce del Cielo è estremamente dolce, tenera, melodiosa, lieve ed esistono criteri per riconoscerla. La voce di Dio si manifesta in tre modi: attraverso la luce che fa nascere in noi, attraverso un'espansione, un calore, un amore che sentiamo nel cuore e, infine, con una sensazione di libertà che proviamo insieme alla decisione di compiere azioni nobili, disinteressate. Quindi, prestate attenzione...[7]


Bibliografia

Opere e/o Conferenze di Omraam Mikhaël Aïvanhov sul soggetto trattato

Monografie o Articoli sul soggetto trattato, in rapporto all'insegnamento di Omraam Mikhaël Aïvanhov

  • Centro Studi Omraam Mikhaël Aïvanhov (2016), La Meditazione nell’Insegnamento di Omraam Mikhaël Aïvanhov, in "Misli", pp. 128 e ss.

Multimedia (immagini, audio, video)

Estratti di Conferenze di Omraam Mikhaël Aïvanhov (audio e/o video)

Conferenze di Omraam Mikhaël Aïvanhov (audio e/o video) pubblicate

Note

  1. Aïvanhov, O. M., Il senso del silenzio, Prosveta, 1995, pag. 161.
  2. Aïvanhov, O. M., Pensieri quotidiani 2017 (27 marzo), Prosveta, 2016.
  3. Aïvanhov, O. M., Pensieri quotidiani 2018 (4 gennaio), Prosveta, 2017.
  4. Aïvanhov, O. M., Il senso del silenzio, Prosveta, 1995, pag. CAP XII
  5. Aïvanhov, O. M., Il senso del silenzio, Prosveta, 1995, pag. 95.
  6. Aïvanhov, O. M., Il senso del silenzio, Prosveta, 1995, pag. 138.
  7. Aïvanhov, O. M., Il senso del silenzio, Prosveta, 1995, pag. 143.

Voci correlate

Collegamenti esterni



Avvertenza per il lettore: la stesura di questa voce, provvisoria ed esemplificativa, è solo un punto di partenza, giacché l'argomento è esaminato da Omraam Mikhaël Aïvanhov nell’ambito di migliaia di conferenze da lui tenute tra il 1938 e il 1985. Il ricercatore troverà importanti aspetti di ulteriore interesse leggendo o ascoltando direttamente le sue conferenze, edite dalla Casa editrice Prosveta, unica ed esclusiva titolare dei diritti sulla sua Opera. Pertanto, questa voce non esprime in modo completo ed esaustivo il pensiero di Aïvanhov sull'argomento.


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