Canto Blagoslaviaï Douché Moïa Gospoda

Da OmraamWiki.
«…senza dubbio il Signore è l’essere più impenetrabile, più elusivo, ma è allo stesso tempo il più vicino, poiché Egli è in noi. E vi è quindi tutto un lavoro che dobbiamo fare per sentire e vivificare questa presenza che abita in noi. Non vi niente di più prezioso della sensazione di essere abitati dal Signore: in quel momento, qualunque cosa accada, nulla può scuotere la nostra fede»[1]

Blagoslaviaï Douché Moïa Gospoda (Anima mia, benedici il Signore!) - Re maggiore

Ascolto del Canto

Il testo

[Lo Spartito] (in pdf)

Il testo in italiano Il testo (traslitterazione francese del bulgaro)
Anima mia, benedici il Signore!
Anima mia, benedici il Signore! 
Non dimenticare tutte le Sue Grazie,
Non dimenticare tutte le Sue Bontà, 
Non dimenticare tutti i Suoi Benefici! 
Non dimenticare la Sua Grazia, 
Non dimenticare la Sua Bontà,
Non dimenticare la Sua Tenerezza,
Non dimenticare il Suo Amore!
BlagoslaviaÏ Douché Moïa Gospoda
Blagoslaviaï douchè moïa Gospoda! 
Nè zabraviaï fsitè Mou milosti, 
Nè zabraviaï fsitè Mou blagosti, 
Nè zabraviaï fsitè Mou dobrini! 
Nè zabraviaï milosta Mou,
Nè zabraviaï blagosta Mou, 
Nè zabraviaï obichta Mou, 
Nè zabraviaï lioubofta Mou!

Spiegazione del Canto

Aspetti storici

In riferimento al Canto Blagoslaviaï Douché Moïa Gospoda Omraam Mikhaël Aïvanhov ha detto che «risveglia il chakra del cuore. Il discepolo ha vinto e ringrazia il Signore. È un Canto che calma e regola il muscolo cardiaco, il "miocardio"».[2]

Tematica: l'apertura del cuore e il ricordo delle Grazie

Blagoslaviaï Douché Moïa Gospoda ci invita ad entrare nel nostro tempio interiore e ad unirci al nostro cuore iniziatico. Ci lega al Divino che è in noi e ci rende ricettivi ai suoi messaggi. Blagoslaviaï Douché Moïa Gospoda è un Canto di gratitudine a Dio.

L’atmosfera del Canto in alcune parole chiave

Umiltà, interiorizzazione, profondità, ascensione, apertura del cuore, dignità, gratitudine.

Sentirsi accettati nella dimora di Dio, sentire la presenza del mondo angelico, ricevere la comunione.

Sviluppo del Canto attraverso le sue immagini

Prima parte del Canto

Blagoslaviaï, douché moïa, Gospoda! – Anima mia, benedici il Signore! La prima parte del Canto evoca il desiderio della nostra coscienza di ricongiungersi al Divino che è in sé.

Fin dall'inizio del Canto, possiamo immaginare di essere sulla piazza di fronte al nostro tempio interiore e che ci sentiamo chiamati dall'interno.

Attraversiamo una soglia di luce e poi, con infinita dolcezza, si ascolta un canto angelico:

Né zabraviaï vsité Mou milosti! – Non dimenticare le Sue Grazie!

Né zabraviaï visté Mou blagosti! – Non dimenticare le Sue Bontà!

Né zabraviaï visté Mou dobrini! – Non dimenticare i Suoi Benefici!

Il canto degli Angeli ci ricorda le Grazie di Dio, la Sua Bontà e le Sue Benedizioni! È un impulso di benevolenza che stimola l'anima umana e la invita a perseverare sul sentiero per accedere al nostro cuore iniziatico.

Simbolicamente, le voci angeliche accompagnano il discepolo lungo il percorso centrale del tempio, conducendolo al luogo più sacro del santuario, chiamato il Santo dei Santi, il luogo dove si trova la presenza spirituale di Cristo.

Seconda parte del Canto

Nella seconda parte del Canto, il canto degli Angeli sarà ripetuto tre volte, coinvolgendo la coscienza in un processo di interiorizzazione ed elevazione che diventa sempre più intenso. Stiamo vivendo un'ascesa e finalmente siamo in grado di raggiungere il centro Cristico del nostro cuore, che ci lega a tutto l'Universo. Simbolicamente, è la salita alla cupola del tempio. La cupola rappresenta il mondo divino, con tutto ciò che è al di là di noi. È l'Alto Ideale verso il quale la nostra anima ci indirizza instancabilmente, di vita in vita...

Bibliografia

Articoli connessi

Collegamenti esternI

Note

  1. O.M. Aïvanhov, Pensées quotidiennes 2017, pensée du lundi 13 février « Faisons l’homme à notre image », édition Prosveta (2016).
  2. O. M. Aïvanhov, P. Deunov, Commentaires des chants (Fraternité Blanche Universelle)

Avis au lecteur : la rédaction de cet article, provisoire et non limitatif, est seulement un point de départ, puisque le sujet a été examiné plus en détail par Omraam Mikhaël Aïvanhov dans ses diverses conférences données entre 1938 et 1985. En lisant ou en écoutant directement ces conférences, publiées par les éditions Prosveta, propriétaire exclusif des droits de son travail, le chercheur y trouvera encore d’autres aspects intéressants et importants. Par conséquent, cet article n’exprime pas de manière complète et exhaustive la pensée d'Aïvanhov sur ce sujet.


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